Prestiti e finanziamenti

30 marzo
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Prestiti a fondo perduto

In un momento di crisi lavorativa come quello che stiamo attraversando, la necessità o il desiderio di avviare una propria attività, qualsiasi sia il settore, cresce, ma è anche vero che per farlo necessitiamo di un capitale di cui spesso non disponiamo e quindi ci chiediamo se possiamo ricorrere a prestiti.
Tuttavia se da un lato pensiamo che il prestito sia una soluzione, dall’altro facciamo anche un altro ragionamento, e se non riuscissi a restituirlo?
Ottima considerazione! L’ideale dunque sarebbe quello di ricorrere ad un prestito a fondo perduto…

Il prestito a fondo perduto, proprio come dice la parola è un prestito che non va restituito a chi  lo fornisce.
Questo tipo di prestito in genere viene erogato da enti pubblici o istituti di credito che in questo modo fanno una sorta di investimento al fine di favorire ad esempio lo sviluppo economico o il miglioramento di un’azienda.

Un classico esempio di prestito a fondo perduto è quello che periodicamente viene concesso all’imprenditoria femminile.
Infatti questo tipo di prestito viene generalmente richiesto ed erogato alle categorie di lavoratori “svantaggiati” quali possono essere donne, disoccupati, giovani.

Essendo appunto un finanziamento senza obbligo di restituzione, l’ente che lo eroga può indicare i soli usi possibili e riservarsi la possibilità di effettuare un controllo o una verifica dell’effettivo utilizzo che ne viene fatto.

25 marzo
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Cessione del quinto: ne siamo davvero informati?

Il campo dei prestiti e della finanziaria è molto vasto e complesso per chi non è del settore, ma visto che prima o poi quasi tutti dovremo farci i conti è bene informarsi.

Sappiamo che ci sono varie tipologie di prestito: prestiti personali, prestiti finalizzati, mutui, cessione del quinto; quest’ultimo forse è quello meno “sentito” ed è bene allora apprendere alcune informazioni a riguardo.

La cessione del quinto è un tipo di prestito che prevede rate non superiori al quinto dello stipendio che percepisce la persona che ne fa richiesta.

A questo prestito possono accedere pensionati e lavoratori dipendenti, e le rate vengono man mano detratte direttamente dalla busta paga o dalla pensione.

Come per i prestiti personali questa tipologia non è finalizzata, ma rispetto al prestito personale può concedere importi superiori in quanto è un finanziamento garantito dal TFR cumulato e dalle polizze assicurative obbligatorie.

Come già detto, alla cessione del quinto possono accedere i dipendenti di amministrazioni pubbliche, i dipendenti di aziende private e dal 2005 anche i pensionati.

Le garanzie di questo prestito derivano principalmente appunto dal fatto che le rate vengono trattenute direttamente dalla busta paga, e che in caso di insolvenza si può sempre contare sul TFR cumulato e sulle polizze assicurative – rischio vita e rischio impiego.

Fonte: http://www.prestitotto.it/218/guida-alla-cessione-del-quinto.html

15 marzo
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Nasce Ebitec per il controllo sul recupero credito

In  linea di massimo sappiamo come funzionano prestiti e mutui, ovvero si ottiene l’anticipo di una somma di denaro che poi va restituita nel tempo (in genere un tot al mese) con l’aggiunta di tassi d’interesse.

 

Come succede che nel momento del bisogno non abbiamo la liquidità necessaria all’acquisto di un bene ed un servizio, così capita anche che dopo aver avviato un prestito o un mutuo, non abbiamo le risorse sufficienti per restituire mese per mese, la cifra accordata…
In questo caso che succede?

 

E’ bene sapere  che nel momento in cui chiediamo un prestito o un finanziamento veniamo inseriti in un database di affidabilità creditizia nel quale, in caso di mancato pagamento per più di due mensilità, si viene segnalati come “protestati”.

 

Per rinvenire la somma “omessa” le società finanziarie si rivolgono le società di recupero crediti i quali pur di recuperare la somma possono ricorrere al sequestro dei beni.

Purtroppo in questi casi capita spesso che vengano commessi abusi a discapito dei consumatori.

Per evitare questo tipo di “incidenti” è stato creato un Ente bilaterale Ebitec da un accordo tra L’Unirec, Unione Nazionale delle Imprese di recupero gestione e informazione del credito, e l’Associazione Adiconsum.

Questo ente offrirà un servizio completo ed affidabile a tutela dei consumatori vigilando sui processi di recupero credito in ogni passaggio: dalle telefonate, visite domiciliari, ad eventuali lettere di messa in mora.

Un vero e proprio occhio vigile per la sicurezza dei consumatori alle prese con le società di recupero credito. 

Fonte: http://www.prestitotto.it/6655/protestati-arriva-un-centro-di-protezione.html

08 marzo
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Credito al consumo: Camera riunita per la tutela dei consumatori

La parola “crisi economica” sta invadendo le case e le attività commerciali degli italiani da più di un anno ormai e man mano che si va avanti ci rendiamo conto che le spese continuano ad aumentare, e le entrate continuano a diminuire…

Questa condizione ha condotto le famiglie italiane ad indebitarsi sempre di più richiedendo sempre più prestiti e finanziamenti per i loro acquisti.

Tanti sono i preoccupanti dati emersi che fanno dell’Italia uno dei paesi più indebitati d’Europa..
Ad oggi possiamo contare circa 110 miliardi di indebitamento per gli Italiani, una cifra 3 volte superiore rispetto a 7 anni fa, e più alta rispetto alla media Europea.

Essendo il credito al consumo la maggior causa di disagio, la richiesta di prestiti personali sta calando notevolmente lasciando spazio alle altre forme di prestito.

 

Ma perché è il credito al consumo la causa maggiore della rovina degli Italiani?

Prima di tutto è emerso che l’Italia presenta il costo più alto per questo tipo di prestito rispetto al resto d’Europa.

Altro problema sorto è senz’altro il numero troppo elevato degli operatori del settore che a tal proposito invece di diminuire i costi fanno tutt’altro…

Tanti sono i rischi di frode ed elevata è la mancanza di tutela della privacy, questi i temi centrali rilevati dalla commissione di Montecitorio che ritiene necessario l’aumento di controlli per la tutela dei consumatori.

Fonte: http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Economia%20e%20Lavoro/2010/02/controlli-credito-consumo.shtml?uuid=5847895e-1ef6-11df-973b-d71534057fb5&DocRulesView=Libero

25 febbraio
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Prestiti: ecco le varie tipologie

Nella vita capiterà quasi a tutti prima o poi di avere l’esigenza di richiedere un prestito o un mutuo, e proprio in quel momento ci rendiamo conto che non ne sappiamo assolutamente niente.
Ecco quindi che iniziamo a chiederci che tipo di prestito dobbiamo richiedere, a chi potremmo rivolgerci e soprattutto qual è la differenza tra le varie tipologie di prestito e quale possiamo ottenerePer iniziare è dunque necessario essere informati, almeno sulle tipologie di prestito disponibili.

Prestito personale: è un tipo di prestito di importo medio-alto che si può richiedere senza specificarne la finalità. Gli importi in genere partono da € 1.000 fino a € 100.000, tenendo conto però che quelli superiori a € 30.000 non rientrano nel credito al consumo.
A questo tipo di prestito possono accedere lavori dipendenti, autonomi e pensionati dai 18 ai 75 anni di età, escluse persone che intendono finanziare la propria attività.

Mutuo:è un tipo di prestito erogato da banche o società finanziarie con una durata dai 5 ai 40 anni, destinato maggiormente all’acquisto o alla ristrutturazione di un immobile.
La restituzione dell’importo prevede l’aggiunta di un tasso d’interesse che può essere fisso, variabile o flessibile.
Anche a questo tipo di prestito possono accedere lavori dipendenti, autonomi e pensionati dai 18 ai 75 anni di età, escluse persone che intendono finanziare la propria attività.

Cessione del quinto: è un prestito destinato a lavoratori dipendenti e pensionati che prevede rate di importo fisso non superiori alla quinta parte dello stipendio netto percepito da chi lo richiede e che viene trattenuto direttamente dalla busta paga o dalla pensione.

Anche questa tipologia di prestito non è finalizzata ed ha il vantaggio rispetto al prestito personale di poter concedere importi maggiori, richiedendo però una garanzia rappresentata dalla stabilità del posto di lavoro.

Prestiti finalizzati: a differenza delle altre tipologie deve essere richiesto appositamente per l’acquisto di un determinato bene o servizio con l’erogazione dell’importo direttamente al negoziante.

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